Lo stress è oggi indicato come la malattia più diffusa in ambito professionale. Studi recenti dimostrano che gli effetti negativi della tensione possono incidere per il 50-60% sul totale dei giorni lavorativi persi e sono alla base di una notevole diminuzione delle capacità produttive e relazionali.
E' necessario perciò aumentare il grado di consapevolezza personale e apprendere come “gestirlo”, ovvero evitare di trasformare lo stress “fisiologico positivo”, (che può aiutare a superare i momenti di maggiore difficoltà), in uno stato di stress cronico negativo, che logora l’individuo.
Una ricerca degli Stati Uniti ha rilevato che “ogni anno si perdono più di 350 milioni di giornate lavorative, per un passivo di circa 200 milioni di dollari che grava sulle aziende. La causa? Lo stress professionale, vera epidemia di fine secolo, che ha contagiato ormai tutto il mondo del lavoro”.
Lo stress si insinua in tutti gli ambiti professionali, non conosce limiti di età e di ceto sociale, colpisce giovani e meno giovani, liberi professionisti e operai, insegnanti e imprenditori, impiegati pubblici e commercianti. In Europa questo fenomeno sta raggiungendo dimensioni preoccupanti: si calcola che lo stress sul lavoro accomuni 40 milioni di persone. Secondo una recente indagine della European Fondation for the Improvement of Living and Working Conditions, riportata anche dal rapporto Censis, cresce il numero dei lavoratori europei colpiti da problemi di salute legati al lavoro (dal 57% del 1995 al 60% del 2000) o da affaticamento (dal 20% al 23%). In questo contesto, dopo i greci, siamo proprio noi italiani a subire le condizioni peggiori di lavoro: il 41% dichiara di avere problemi di stress da lavoro, contro una media UE del 28%.
Gestire lo stress è divenuto nel mondo del lavoro un problema sempre più arduo che viene troppo spesso eluso con la semplice negazione o repressione dei bisogni. Lo stress impone peraltro costi molto alti per l'organizzazione in termini di risorse umane ed economiche: - Costi diretti: perdita di denaro provocata da assenteismo, turnover, conflittualità, diminuzione dell'efficacia professionale; - Costi indiretti: costi che l'organizzazione paga in termini motivazionali e morali, ostacoli alla comunicazione e diffidenza nelle relazioni interpersonali.
Le situazioni associate allo stress in azienda possono essere di varia natura: - Lavori in cui il dipendente non ha possibilità di partecipare alle decisioni; - Lavori che richiedono maggiori qualità di quante se ne posseggano, o di meno;- Lavori in cui si è eccessivamente controllati; - Lavori in cui si è sempre sottovalutati; - Lavori che non offrono una carriera, né opportunità per la crescita; - Conflitti con i colleghi o con i superiori.
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